Questo è l'Antico Regno di Edulian... Benvenuto, viandante... e che la luce della Luna illumini il tuo sentiero...
Sono di nuovo qui, nella radura abbandonata per troppo tempo.
Di nuovo seduta sulla riva del ruscello.
Quante volte l'ho fatto?
Oggi non c'è vento, tutto è quieto e immobile, tranne l'acqua..
Ascolto il suo eterno scorrere e chiudo gli occhi.
Sono ore che sto qui, sulla riva, a cercare di lavare via il sangue dai miei veli.
A cercare di lavare le ferite che da sola ho aperto sul mio corpo.
Per paura, rabbia, vergogna e disperazione.
So che le cicatrici rimarranno per sempre.
Lascio un messaggio a un amico speciale.
L'amico che ho lasciato all'improvviso, fuggendo da questi boschi come impazzita.
Non ti ho dimenticato, ti penso tanto.
Tanto.
E quel sangue che non riesco a lavare via, l'ho versato anche per te.
Non dimenticare.
Non dimenticarmi per quella che sono, perchè non cambierò.
Nulla potrà cambiarmi.
Solo rinchiudermi, prigioniera, nelle tristi gabbie di vetro del timore.
Ma continuerò ad urlare da dentro, fino a frantumare quei cristalli.
Urlo per me, urlo per la vita.
E urlo per te.
Le lacrime che verso sono anche per te,
per il male che ti ho fatto e che non so come cancellare.
Perdonami, se puoi.
Non ti voglio abbandonare.
Sappi che sarò qui, sempre e comunque.
Sono sempre io, più stanca ma battagliera.
Più silenziosa, ma mai muta.
E mi manchi.
Mi manchi tanto.
Cercherò una candela di Babilonia, la cercherò per mari e monti.
La tua amicizia rimane ancorata a ogni fiore, foglia e ramo di questa radura.
E' un luogo magico che nemmeno il tempo cancellerà mai.
Sono sempre qui, silenziosa ma mai muta.
E mi manchi.
Mi manchi tanto.
Gabbie, ne esistono molte.
La mia è di vetro, la più terribile.
Vedere ciò che c'è fuori e non poterlo sfiorare,
udire,
assaporare.
Vedrò per sempre
volti felici e sereni,
persone amiche e non più sole,
e piangerò senza che alcuno mi oda
nella mia gabbia di vetro,
sola
perchè qualcuno ritenne che son preziosa
e devo esser protetta.
Dalla felicità, dalla bellezza.
Dalla vita.
Mi hai preso per mano
quando giacevo sola nel buio
tu,
ammantata di tenebra
e oscuri segreti,
sussurri di fiori notturni
splendenti di stelle.
Mi hai circondata
con le tue grandi ali
di seta e carbone
e mi hai mostrato
come le ombre possano accogliere
ed essere amiche fidate.
Sarai per sempre
la mia pallida regina vestita di buio.
Sarai per sempre
la mia Melisande.
Viandante che passi per la mia radura,
lascia un messaggio,
lascia una piuma,
lascia un pensiero
o una piccola magia.
Nessuno verrà dimenticato
e le parole
diventano sagge col tempo.
La scintilla di un tuo sguardo
sarà il fuoco
che alimenta il mio calderone.
Mescolerò erbe antiche
anche questa notte.
Lascia un fiore,
lascia un petalo,
un'essenza di te.
Nessuno verrà dimenticato.
E quando finalmente riuscii ad afferrare
quella piuma argentea,
che per tanti giorni avevo rincorso
per prati e colline,
un sasso cedette,
fu un attimo,
e io caddi nell'acqua del fiume,
mentre la piuma beffarda
correva
lontana da me
nella corrente.
Cercherò
la mia Anima d’Oceano,
per affogare
nella saggezza dei suoi occhi,
immergermi
nella malinconia dei suoi ricordi,
nelle ombre
della sua innocenza perduta,
nelle nebbie
dei suoi sogni astrali.
E giunsero fanciulle-vento, forse fate.
E scossero la neve dal mio corpo.
Mi presero per mano e mi condussero nella radura della Semprevita, dove la neve non cade mai
e tutto è vivo e colorato
e ha il sapore del miele.
Mi chiesero di non pianger più e mi promisero che avrebbero vegliato i miei sogni.
Mi avrebbero protetto dal dolore e dal gelo di quel terribile inverno.
Un pensiero d'aiuto a loro, soltanto, e non sarei più stata sola.
Se gridassi e piangessi e urlassi il tuo nome,
tra queste querce,
cosa rimarrebbe di me?
Nulla, silenzio.
Allora sto qui, immobile, mentre un altro inverno mi soffoca dolcemente.
Ogni fiocco di neve che mi chiude gli occhi è un sussurro che tu non mi desti.
Ogni lacrima che si fa ghiaccio , s'infrange e muore, è lo sguardo che mi negasti.
Sarò sempre inferiore, invisibile e indegna?
Mi addormento piano, e non sento più ... nulla...
Dove sei, Cantore?
Cammino nel silenzio ammantato di neve, nel biancore gelato.
Fra neri alberi muti cerco le tue tracce.
Ma tutto tace...
... non odo più le note del tuo liuto.
Solo il vento, che sussurra al mio orecchio : "Sei sola, di nuovo..."
